30/04/11

In viaggio per l'Italia





In questi giorni racconterò il mio viaggio per la penisola.

A presto...

sR

28/04/11

Simu Li Pacci (Siamo i pazzi)


Un'altra canzone che vale la pena di ascoltare con attenzione.
In fondo cos'è davvero la normalità?

25/04/11

Non siete stato voi


Una canzone come questa ti fa comprendere ciò che davvero vorresti cambiasse non solo in questo paese, ma un po' ovunque.
Io non credo più a questo Stato e a questo stato di cose.

22/04/11

Che senso ha scrivere?



Mi ritrovo molto nelle parole di Pier Paolo Pasolini. Che senso ha scrivere? Cosa c'è oltre a qualcosa di esistenziale?

20/04/11

Kurt Cobain

Kurt Cobain


I Nirvana sono un gruppo che, quando sei adolescente, entra a far parte della tua vita e, puntualmente, la cambia. Non so se oggi i nuovi adolescenti ancora ascoltino Kurt Cobain e i Nirvana ma spero lo facciano.

La musica di questo ragazzo era una sferzata di libertà in un mondo di conformisti. Mi azzardo a dire che era un poeta: si, un poeta perché solo i poeti riescono a sferrare colpi così forti a una società malata.

Non era Kurt Cobain il malato. La malattia stava nell'ambiente in cui viveva, fatto di conformismo, provincialismo, consumismo ecc. in una parola fatta dal lato peggiore che l'America sa offrire.

E Kurt aveva trasposto in musica il suo disprezzo per quel mondo. E dato che il successo lo stava inserendo in un universo che non gli apparteneva il 5 aprile 1994 ha deciso di farla finita.

Ciao Kurt, un abbraccio e riposa in pace.

19/04/11

Verità e verità





Oggi parlerò di quello che ho imparato fino adesso sulla verità. La scrivo con la minuscola perché la Verità, con la maiuscola, la sapremo solo quando abbandoneremo i nostri corpi fisici.
Adesso che siamo qui dobbiamo confrontarci ognuno con le sue verità.

Avete mai pensato a come vi siete sentiti quando nella ricerca della verità su qualcosa più andavate avanti e più vi rendevate conto del fatto che eravate consapevoli che quella verità era quasi sempre prossima al vostro sistema di vedere le cose?
Mi spiego: quando ricerchiamo la verità, tentiamo sempre di plasmarla secondo il nostro singolo punto di vista. Raramente riusciamo a staccarci dalle nostre convinzioni, opinioni e dal nostro grado di giudizio.

Quando ci sentiamo vicini alla verità questa non è quasi mai come ce la aspettavamo.

Altro problema è quando dobbiamo porre la nostra verità nelle mani di qualcuno. Ancora è molto difficile che si riesca a far capire o, peggio, accettare una verità.
Pensate a tutte le volte che avete scoperto qualcosa e vi siete sentiti nella condizione di dover condividere questa scoperta: penso che buona parte delle volte il vostro interlocutore sia stato restio ad accettare le vostre parole.

E' da quando studio la storia degli ultimi 60 anni della Repubblica e le varie connessioni tra Stato e stragi che mi rendo sempre più conto che la verità pochi la cercano e, soprattutto, nessuno la vuole sapere.

Si preferisce vivere come sempre, senza preoccuparsi troppo del "tanto non mi riguarda". Potremo mai rendere giustizia alla memoria di morti innocenti se non riusciamo nemmeno ad accettare una piccola verità?

Io per quanto possibile continuerò a voler sapere e far sapere. Inevitabilmente, entrerà in gioco il libero arbitrio e il senso critico di ognuno e lì il nostro compito si sarà fermato: perché la verità non si impone.

18/04/11

I due amici




Il sole sta per tramontare e i due amici sono in procinto di congedarsi. Alessandro è nervoso, non capisce le reali intenzioni di Tommaso. Si è deciso a chiedergli delle spiegazioni. Il caos della città diminuisce pian piano e Tommaso sta per prendere le sue cose.

Alessandro: Dove stai andando?
Tommaso: Lontano.
A: Cosa vuol dire?
T: Lontano.
A: Si, ho capito. Ma lontano da cosa, da chi?
T: Non hanno senso i tuoi distinguo.
A: Tu sei pazzo!
T: Un onore sentirlo dire da te.
A: Ahhh! Mi stai innervosendo!
T: Calmati amico, io me ne sto andando.
A: No! Fermo, non puoi andartene così, senza una spiegazione!
T: Non potresti capire.
A: Giusto, non posso capire il tuo niente.
T: Ecco, ci sei arrivato. Non posso spiegarti il niente.
A: Tornerai?
T: Io non me ne sono mai andato.
A: Ma...cosa...cosa vuoi dire?
T: Addio, amico.

Alessandro rimase seduto sulla sedia del bar, con il bicchiere in mano, in uno stato di confusione. Tommaso si era alzato e aveva lasciato i soldi del conto al cameriere. Sul volto di Alessandro scorse una leggerissima lacrima: sapeva di aver perso il suo amico per sempre.
Quella lacrima lo fece riprendere e subito si voltò.
Non c'era più tempo, Tommaso si era confuso tra pedoni del marciapiede.

17/04/11

La rivincita dei Vinti




I morti torneranno a chiedere il conto,
risvegliati dall'ipocrisia del più gran numero.
L'ingiustizia non si sana in terra,
non si può rendere ciò che si è tolto.
Le coscienze del male
saranno lacerate dalle grida 
di chi è stato soppresso.
Solo un attimo basterà 
a renderci davvero uguali.

per Vittorio Arrigoni

15/04/11

Vittorio Arrigoni



Sempre i migliori vanno via per primi...
Ciao Vittorio! Per te solo ammirazione.

Da leggere:




    14/04/11

    Definizione del termine guerra


    “Naturalmente la gente non vuole la guerra. Perché un povero diavolo di una fattoria dovrebbe voler rischiare la propria vita in una guerra quando al massimo ne può guadagnare di tornare alla sua fattoria tutto intero? Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sè il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e per esporre il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi.”

    Chi è che lo ha detto?
    Gandhi, Martin Luther King, il presidente di Emergency, Madre Teresa???

    No, sono le parole di Hermann Goering, che non si può certo definire un pacifista.

    13/04/11

    Oltre il velo democratico




    Scriveva Alexis de Tocqueville ne La Democrazia in America (pubblicato in due volumi rispettivamente nel 1835 e nel 1840) qualche anno fa:
    “Voglio immaginare sotto quali tratti inediti il dispotismo potrà prodursi nel mondo; vedo una folla innumerevole di uomini simili ed eguali, che incessantemente si ripiegano su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri, di cui riempiono la loro anima. Ognuno di essi, ritirato in disparte, è come estraneo al destino di tutti gli altri, i suoi figli e i suoi amici personali formano per lui tutta la specie umana. Al di sopra di costoro si eleva un potere immenso e tutelare, che, da solo, si incarica di assicurare loro i piaceri e di vegliare sulla loro sorte. È assoluto, capillare, regolare, previdente e dolce. Assomiglierebbe al potere paterno se, come quello, avesse per fine di preparare gli uomini all’età virile: ma, al contrario, non cerca che di fissarli irrevocabilmente all’infanzia: gli piace che i cittadini sono contenti, a condizione che pensino soltanto a essere contenti. Lavora volentieri alla loro felicità, ma vuole esserne l’unico agente e il solo arbitro, provvede alla loro sicurezza, prevede e assicura la soddisfazione dei loro bisogni, facilita i loro piaceri, conduce i loro affari principali, dirige la loro attività, regola le loro successioni, divide le loro eredità; perché mai non può toglier loro interamente la fatica di pensare e la pena di vivere?”

    Il monito insito nelle parole di Tocqueville è una critica più che fondata del regime democratico e, allo stesso tempo, rappresenta bene lo stile di vita dell'uomo post-moderno occidentale.

    Le parole del filosofo francese paiono esser state rielaborate dall'inglese Aldous Huxley che nel 1932 pubblicò Il Mondo Nuovo: in questo romanzo distopico (in cui si immagina una società futura vista in modo negativo) Huxley demolì lo stile di vita della civiltà dei consumi che oggi ci attanaglia fin dall'infanzia. Egli, infatti, credeva che i piaceri e i divertimenti degli uomini sarebbero stati i nostri carcerieri migliori e la prigione che ci avrebbe rinchiuso sarebbe stata, paradossalmente, immaginaria e reale poiché si sarebbe formata nelle nostre teste.

    Nel non troppo lontano mondo del visionario Huxley il popolo non è imprigionato e sotto lo scacco delle punizioni, ma è dominato dalla superficialità dei desideri e delle passioni. In questo mondo nuovo non sussistono censure, ma la gente è a tal punto bombardata dalle informazioni che, incapace di rielaborare una simile mole di notizie, finisce col diventare passiva, con il disinteressarsi a tutto e a non ribellarsi più a niente. Tale stato di cose permette che non ci sia più bisogno, per esempio, di bruciare i libri dato che non ci sarà più nessuno che vorrà leggerli.

    Questa è la vera dittatura per Huxley, potente perché invisibile e intelligente perché alle catene sostituisce il plagio mentale. E qui ritorna la dittatura della democrazia tanto temuta da Tocqueville che, nel nostro caso, si presenta ben vestita e con il sorriso: una dittatura geniale dal momento che chi si ribellerebbe a un mare di divertimenti?

    Tocqueville sapeva che al di fuori della maggioranza, nelle democrazie, non c’è nulla che resista e una volta che essa sia stata acquisita su una questione non c’è nulla che possa arrestarne la marcia. Questa onnipotenza in cui il filosofo francese scorge la tirannia della maggioranza è il maggior pericolo dello stato democratico.

    Insieme, Tocqueville e Huxley ci hanno fornito da tempo gli strumenti per contrastare questa degenerazione, ma a quanto pare non siamo stati abili nel ricevere il messaggio.
    Negli anni Settanta, Pier Paolo Pasolini doveva ammettere che l'omologazione della civiltà dei consumi ci avrebbe pian piano sopraffatto proprio attraverso una graduale omologazione che avrebbe minato le basi delle nostre particolarità individuali.

    La conclusione che se ne può trarre non può che essere negativa dato che anche Carmelo Bene ci mise in guardia in tema di omologazione e diversità: Bene affermava che persino la pecora nera, sebbene diversa, fa parte del gregge e può essere sempre ricompresa in esso. Solo chi è egregio, nel senso letterale del termine che deriva dal latino egrègius (scelto dal gregge, diverso dalla moltitudine), può affrancarsi dalla dittatura della maggioranza e dai rischi della democrazia odierna che altro non è se non mera demagogia.

    12/04/11

    Presentazione



    Dopo una lunga pausa sR sceglie di tornare a popolare il mondo dei kybernētēs, i naviganti dell'oceano virtuale. Il mio vecchio blog non è più disponibile sul Web, ma ne ho conservato una copia nel mio hard disk: ciò che riterrò opportuno verrà reso nuovamente pubblico.


    L'esperienza del vecchio blog è stata molto importante e mi ha dato la possibilità di conoscere persone stupende che, spero, torneranno a popolare queste pagine.


    Scriverò di tutto ciò che vorrò e finché avrò ispirazione. I commenti dei lettori sono bene accetti: spesso mi hanno arricchito e spero continui a essere così.


    Devo il mio ritorno ad alcune persone che non mi hanno mai abbandonato in questo viaggio: non le nominerò, ma a loro devo molto.

    Così riprendo il timone e torno a dirigere nuovamente una nave. 
    Auguratemi buona fortuna sia quando il tempo sarà calmo, sia quando saremo costretti ad affrontare inevitabili tempeste.


    Il capitano della nave vi da il benvenuto.


    sR