Caro Mario Monti,
le darò del Lei come si usa tra sconosciuti, ma non la chiamerò né Presidente, né Professore, né tantomeno Dottore dal momento che i titoli (onorifici, nobiliari, ecc.) per me stanno a zero.
Anche io potrei fregiarmi del titolo di Dottore, visto che mi sono laureato per ben due volte (grazie alle riforme europee che Lei tanto gradisce): una laurea breve e una magistrale. Ma non utilizzerò questo titolo nella presente corrispondenza. Non ne vedo il motivo, anche per par condicio.
Comunque, deve sapere che dei titoli di cui Lei si puo' fregiare quello che per me vale di più è quello di Professore. Sa perché? Perché ho avuto, pur essendo stato uno studente abbastanza anarchico, qualche Professore che mi ha trasmesso quel qualcosa in più che Lei, per l'appunto, non sembra avere. Forse non è abituato davvero a fare il politico, ma nei suoi discorsi Lei sembra proprio uno di quei professori (universitari soprattutto) che cercavo sempre di evitare e le cui lezioni disertavo puntualmente. E, di nuovo, sa perché? Perché Lei è davvero soporifero! Maurizio Crozza la imita bene quando enfatizza il suo fare robotico.
Al di là di questo, le scrivo dopo aver sentito le sue parole sul posto fisso.
Non si preoccupi non le farò la manfrina del giovane disoccupato e disperato alla ricerca del “posto” fisso. Forse sono quasi d'accordo con lei. Ma preferirei parlarle di qualcosa che c'entra molto.
Sia chiaro, io non sono nessuno per giudicare il suo valore, ma se mi è permesso vorrei parlarle di un posto fisso a cui tengo molto: il posto fisso del mestiere di contadino. Sì, ha capito bene! Del contadino.
Mio nonno aveva questo posto fisso. E fisse erano le sue giornate, i suoi mesi, le sue stagioni.
Amava la terra, anche se, come diceva egli stesso “il contadino deve combattere con tre nemici: il gelo, la siccità e la volpe a due zampe.” Per la cronaca la volpe a due zampe è l'uomo. Le ho tradotto il motto perché in dialetto non lo avrebbe mai compreso. Sì, perché mio nonno l'italiano non lo conosceva, parlava solo dialetto.