24/09/11

La fattoria degli animali

Napoleon

"Il signor Jones, della Fattoria Padronale, serrò a chiave il pollaio per la notte, ma, ubriaco com'era, scordò di chiudere le finestrelle. Nel cerchio di luce della sua lanterna che danzava da una parte all'altra attraversò barcollando il cortile, diede un calcio alla porta retrostante la casa, da un bariletto nel retrocucina spillò un ultimo bicchiere di birra, poi si avviò su, verso il letto, dove la signora Jones già stava russando.
Non appena la luce nella stanza da letto si spense, tutta la fattoria fu un brusio, un'agitazione, uno sbatter d'ali. Durante il giorno era corsa voce che il Vecchio Maggiore, il verro Biancocostato premiato a tutte le esposizioni, aveva fatto la notte precedente un sogno strano che desiderava riferire a tutti gli animali. Era stato convenuto che si sarebbero riuniti nel grande granaio, non appena il signor Jones se ne fosse andato sicuramente a dormire. Il Vecchio Maggiore (così era chiamato, benché fosse stato esposto con il nome di Orgoglio di Willingdon) godeva di così alta considerazione nella fattoria che ognuno era pronto a perdere un'ora di sonno per sentire quello che egli aveva da dire."
George Orwell, Incipit de La fattoria degli animali

I comandamenti (tra parentesi le frasi aggiunte successivamente dai maiali per giustificare le loro azioni).

1. Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.
2. Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.
3. Nessun animale deve indossare vestiti.
4. Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)
5. Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)
6. Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)
7. Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)

19/09/11

The Big Kahuna


C'è altro da dire?

12/09/11

La TV: Arma di Distrazione di Massa


Dedico questo nuovo post alla scatola più amata dagli italiani. La televisione.

Sono ormai una sessantina di anni che la scatola è l'elettrodomestico più presente nelle case degli abitanti del Bel Paese. Ah, che storia questa TV!
I piccoli ci crescono, gli adulti ci si divertono e i più anziani la considerano quasi un'amica, seppur inanimata.

Ma la nostra TV sarà oggetto delle mie più dure critiche.

Da strumento di emancipazione culturale (in grado di portare la lingua Italiana in ogni parte della penisola) è diventata un mero strumento di potere. Ciò é ovvio, la cultura vera non crea profitti, crea consapevolezza. E ciò che serve agli imprenditori sono i soldi, non esseri umani critici (che poi non consumerebbero).
Eh si, la Tv è ancora (per poco?) il mezzo di comunicazione di massa più invasivo e impertinente.
Il suo problema è dato dalla passività. Ciò che è riprodotto in Tv è voluto da qualcuno e l'utente non ha alcun modo di interagire con la scatola.
Nemmeno l'Auditel serve a molto. Esso è solo uno specchio per le allodole. Come dice sempre il mio caro CapaRezza, le famiglie dell'Auditel non sono seconde né al KGB, né alla Confindustria. Chi conosce qualche famiglia me lo faccia sapere, vorrei tanto parlarci.

Ma tant'è, sono le famiglie dell'Auditel a determinare ciò che vediamo. Più share uguale più pubblicità uguale più soldi per il mercato industriale (e non) facente capo alle Tv. 

E in un paese come il nostro, in cui la Tv regna indisturbata è normale che chi (o coloro) i quali controllano le Tv controllano necessariamente il nostro mondo.
I telegiornali ci danno solo le notizie che fanno comodo al potere, i programmi più visti o sono le partite e i loro annessi e connessi, oppure gli show del varietà (molto vario per usare un eufemismo).
La Tv per come la conosciamo oggi è uno strumento funzionale al potere che ci sovrasta. La RAI è dei partiti, Mediaset è di Berlusconi, LA 7 e MTV sono di Telecom Italia. 

In pratica, nessun editore indipendente controlla le Tv. Quindi, a costo di generalizzare fin troppo, le Tv sono una fonte di informazione pessima. Volete che il potere si denudi per voi? Ma stiamo scherzando?
Oggi guardare la Tv, per il sottoscritto è peggio di qualunque altra cosa.
Portate fuori il cane, leggete un libro, cucinate, fate l'amore ma vi prego distruggete la Tv!

Non c'è più molto che valga la pena guardare.
Coloro che sono contro questo sistema istituzionalizzato di potere non li vedrete mai in Tv.
Vedrete sempre i soliti Vespa, De Filippi, Santoro, Domenica In, Grandi Fratelli, Grandi Bordelli ecc.
Da quando mi domando il perché la Tv si ripeta sempre uguale a se stessa ho capito che può essere benissimo abolita.
Da quando ho capito che basta andare in Tv e dire una marea di fregnacce e convincere milioni di persone a votarmi, ho compreso che la Tv è inutile (per me, ma non per colui cui alludo).
Per questi motivi e molti altri dico che questa è a tutti gli effetti un'Arma di Distrazione di Massa!
Quindi, se ci tenete alle meningi, alla larga.

10/09/11

Spazio

 
L'arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.
Vasilij Vasil'evič Kandinskij
In alto: Composizione VI
 
 
Periodo di transizione quello in cui stiamo vivendo: troppi cambiamenti e in troppo poco tempo. Difficile riuscire a capire le ragioni di tale rapida evoluzione.

La tecnologia sembra averci avvicinato più di quanto crediamo ma, in fin dei conti, quanto ci toccano e ci coinvolgono realmente i fatti che non accadono nel nostro spazio fisico?

Quanti di noi dopo aver letto notizie riguardanti posti a noi lontani si sono fermati a riflettere più del dovuto? In fondo, in quei luoghi, noi non ci siamo nemmeno mai stati.

Così tutti i cambiamenti ci scivolano addosso senza che noi possiamo averne consapevolezza. Tutto cambia ma, in realtà, noi come percepiamo tutto ciò?

Una crisi economica, un terremoto, un incidente... se questi avvenimenti non capitano a noi restano solo le notizie in TV, sul giornale, alla radio o su internet.

Così, come Candido, pensiamo solo a coltivare il nostro giardino.

06/09/11

Tocqueville già lo sapeva

Il filosofo francese immaginò un dispotismo futuro che avrebbe degradato gli uomini senza tormentarli usando la violenza solo nei casi di maggior pericolo. Un dispotismo di tutori più che di tiranni che Tocqueville descriveva così:
“Voglio immaginare sotto quali tratti inediti il dispotismo potrà prodursi nel mondo; vedo una folla innumerevole di uomini simili ed eguali, che incessantemente si ripiegano su se stessi per procurarsi piccoli e volgari piaceri, di cui riempiono la loro anima. Ognuno di essi, ritirato in disparte, è come estraneo al destino di tutti gli altri, i suoi figli e i suoi amici personali formano per lui tutta la specie umana. Al di sopra di costoro si eleva un potere immenso e tutelare, che, da solo, si incarica di assicurare loro i piaceri e di vegliare sulla loro sorte. È assoluto, capillare, regolare, previdente e dolce. Assomiglierebbe al potere paterno se, come quello, avesse per fine di preparare gli uomini all’età virile: ma, al contrario, non cerca che di fissarli irrevocabilmente all’infanzia: gli piace che i cittadini sono contenti, a condizione che pensino soltanto a essere contenti. Lavora volentieri alla loro felicità, ma vuole esserne l’unico agente e il solo arbitro, provvede alla loro sicurezza, prevede e assicura la soddisfazione dei loro bisogni, facilita i loro piaceri, conduce i loro affari principali, dirige la loro attività, regola le loro successioni, divide le loro eredità; perché mai non può toglier loro interamente la fatica di pensare e la pena di vivere?1”

1 Alexis de Tocqueville (1840), La democrazia in America, citato in Chevallier J. J., 1949; Le grandi opere del pensiero politico. Da Machiavelli ai nostri giorni, Il Mulino, Bologna, 1998, pp. 289-290.

02/09/11

Esse


"Se sapeste voi meravigliarvi in cuore dei prodigi quotidiani della vita,
il dolore non vi stupirebbe meno della gioia."
Kahlil Gibran


Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra.

Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia.Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi.Egli domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita.

Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perdutoriempirebbero comunque la vostra esistenza.
I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia.

Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.


Questo racconto è disponibile in versioni più o meno differenti, ma il succo è molto chiaro. Non importa quanto sia "impegnata" la nostra vita: l'importante è saperle dare il giusto valore.