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22/05/13

Albero

Cedro del Libano, Brockwood Park School, 15 Agosto 2012

Albero
 
 
Ti allunghi verso il cielo
ma non abbandoni mai la terra.
Riesci a vivere senza pensare e
senza dover mai lasciarti andare.
Sei baciato dal sole
e accarezzato dalla pioggia.
Sei scosso dal vento
e ricoperto dalla neve.
Mio vecchio saggio
la tua superiorità morale
ti distingue dall’uomo
che è invidioso della tua forza.


21/11/12

Ninna nanna della guerra (War Lullaby) Trilussa



TRILUSSA
LA NINNA NANNA DE LA GUERRA
(1914) versione integrale

 Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

21/08/11

È ridicolo credere


Eugenio Montale



È ridicolo credere
che gli uomini di domani
possano essere uomini,
ridicolo pensare
che la scimmia sperasse
di camminare un giorno
su due zampe

è ridicolo
ipotecare il tempo
e lo è altrettanto
immaginare un tempo
suddiviso in più tempi

e più che mai
supporre che qualcosa
esista
fuori dall'esistibile,
il solo che si guarda
dall'esistere.


Eugenio Montale, Satura; Satura II



Da oggi, almeno un giorno della settimana sarà dedicato alla letteratura.
C'è bisogno di abbandonare i soliti discorsi sulle nefandezze di questo paese.
Da quando mi interesso troppo di politica ho tralasciato la letteratura per far posto a letture storiche, giudiziarie e politiche.

Meglio distogliere lo sguardo ogni tanto e cullarsi nella sublimità del panorama letterario umano.
Perchè, fino a prova contraria, la letteratura è la conquista più alta degli esseri umani.

Montale è il Poeta. Per me è quello per antonomasia. Rileggendo questa poesia mi consolo circa gli affanni della vita odierna.
Buona lettura.

04/07/11

A Teresa

9 Marzo 2011

A Teresa

La fiducia si legge negli occhi delle persone,
ma solo se non hai paura.
A volte si ha bisogno di scrutare nell’animo altrui.
Parlare con il cuore
e strappare un sorriso,
rende stupendo anche un seggiolino numerato.
L’attesa non pesa
quando si guadagna la fiducia di uno sguardo.

24/05/11

Semplice

Prefazione di Daniele Verzetti, Rockpoeta®


Stefano Rossi è un poeta completo ed onnivoro.

Egli infatti scrive della realtà e delle emozioni che respira nel viverla. La realtà del suo tempo, della sua vita, del mondo che lo e ci circonda.

Un linguaggio che, a dispetto del titolo che ha scelto per il suo libro, è tutt'altro che semplice. E' semplicemente lineare, immediato, ma dentro questa immediatezza ci sono tante chiavi di lettura che bisogna scoprire mentre leggiamo una sua poesia.

Poeta che sa anche fotografare con le sue parole le emozioni come se vedessimo un dipinto o una scultura come in "Esile"

Un linguaggio malinconico ma che sa aprirsi alla speranza come in "Via" e, al contempo, si adombra di una rabbia e di un'amarezza graffianti come un felino ferito ma che reagisce.

Arbeit macht frei ne è un chiaro esempio. 

Emozioni e riferimenti a volte più celati fanno della lirica di Stefano Rossi un momento di ricerca interiore e di attenzione sincera a quel che si legge.

Di grande impatto il riferimento a Montale nei versi de Il Maestro:



Talento e genio
anche il tuo nome era presagio.


Un linguaggio espressivo ardito, che io amo particolarmente trovare in un poeta; Miele Nero è già nel titolo una prova inconfutabile a quanto affermo.

Questa poesia è davvero il paradigma di come sa scrivere con proprietà di linguaggio tecnica ed emotiva Stefano Rossi. Va semplicemente letta, stralciarne anche due versi sarebbe un sacrilegio.

Recensire un libro non è mai facile. Se poi sono poesie è ancora più complesso. Fatto un primo screening in base al linguaggio usato, all'originalità dei versi rispetto ai temi trattati (difficilissimo scrivere d'amore oggi ma lui ci riesce molto bene con "Notte D'Estate")  poi è l'emotività di chi legge che fa decidere verso un giudizio piuttosto che un altro. Neruda e Leopardi sono due grandissimi poeti ma l'indole del proprio carattere può spingere comunque a preferirne uno rispetto all'altro.

Ciò non toglie che ci sono criteri oggettivi per poter dire che si é di fronte ad un poeta: le parole che sanno illustrare immagini dell'anima e del sociale, linguaggio importante ma senza sterili e ridondanti sovrastrutture, capacità di rinnovarsi rispetto alla lirica tradizionale.

Ebbene tutto questo è presente nella poesia di Stefano Rossi. Potete credermi e leggere questo libro gustandovi le emozioni che vi susciterà o non credermi e leggerlo per provare a smentire quanto qui scritto. In tal caso scoprirete con ancora più stupore un poeta che credevate di non avere davanti.


Insomma, questa è la mia prima raccolta di poesie.
Il prezzo di copertina è di 13€ e ordinandolo su ilmiolibro pagherete anche un supplemento per la spedizione. Nel caso in cui lo vogliate acquistare posso spedirvelo a quel prezzo con spedizione a mio carico. Potete farmelo sapere all'interno dei commenti.

17/04/11

La rivincita dei Vinti




I morti torneranno a chiedere il conto,
risvegliati dall'ipocrisia del più gran numero.
L'ingiustizia non si sana in terra,
non si può rendere ciò che si è tolto.
Le coscienze del male
saranno lacerate dalle grida 
di chi è stato soppresso.
Solo un attimo basterà 
a renderci davvero uguali.

per Vittorio Arrigoni